I bracieri di Milano e Cortina sono accesi e qualcosa dentro di me è vibrato forte.
Si assegnano le prime medaglie, i Giochi Olimpici Invernali sono ufficialmente in corso e l’Italia intera li respira all’unisono.
Per me, ex atleta olimpico, questo è il ricordo vivo di Mosca 1980, di Los Angeles 1984, di una medaglia di bronzo che pesa come l’oro.
Un percorso fatto di sacrifici silenziosi, di allenamenti quando nessuno guarda, di cadute e ripartenze, di una fiducia ostinata nel diventare il meglio di me stesso.
Il mio sguardo di oggi mi permette di osservare le Olimpiadi con occhi nuovi, le vedo come un grande parco giochi Dolomitico dell’umanità: bello, fruibile, possibile.
Un luogo dove il talento si esprime, dove i sogni trovano spazio, dove l’agonismo è carburante, dove l’energia umana prende forma alla ricerca dei propri limiti.
So bene, però, che questo “parco” non nasce da solo, esiste grazie a un lavoro immenso di tantissime persone, spesso invisibili, che voglio nominare:
⁃ gli allenatori, che accompagnano e custodiscono i sogni;
⁃ i dirigenti, che trasformano la visione in struttura;
⁃ i volontari, anima silenziosa dei Giochi, che donano tempo, competenza e cuore;
⁃ i giornalisti che raccontano a noi le migliaia di storie che succedono;
⁃ il pubblico presente per le Olimpiadi nel nostro paese e sui campi di gara.
I Giochi Olimpici sono energia umana che coopera, sono anima collettiva del pianeta, sono l’incontro tra fatica individuale e responsabilità condivisa.
Questi Giochi hanno scelto la parola Armonia, tra persone, territori, generazioni e culture diverse che si misurano tra loro.
Un linguaggio universale che lo sport continua a offrire al mondo, anche quando il mondo fatica ad ascoltarlo.
E proprio per questo, parlare di Pace oggi richiede lucidità e rispetto, la tregua olimpica resta un ideale alto, necessario, un faro che indica la direzione, anche quando la realtà internazionale ne rende difficile la piena applicazione.
Non è una rinuncia ai valori ed allo Spirito Olimpico ma una responsabilità in più a custodirli senza retorica, continuare a indicarli come orizzonte possibile.
Perché ogni atleta che scende in pista porta con sé un pezzo del suo paese di origine, dei suoi valori, della sua voglia di un futuro migliore.
E dietro ogni atleta c’è gioco di squadra, passione, tenacia, resilienza fiducia, tutte energie umane a me molto care.
Che questi Giochi siano allora un invito sincero, all’armonia, allo sport pulito, all’essersi ben battuti nel rispetto profondo di tutti gli esseri umani.
E che il fuoco, lo Spirito Olimpico ci guidi e non resti solo una parola, ma una direzione, un impegno verso cui continuare a camminare.
Buone Olimpiadi a tutte e tutti.
Con gratitudine, emozione e spirito olimpico ancora in gioco dentro di me.