Sul palco di I Feel Good, l’evento dedicato al benessere organizzato da Starbene e Donna Moderna a Milano, ho avuto l’opportunità di condividere alcune riflessioni sull’energia che siamo e su come possiamo imparare a riconoscerla, allenarla e valorizzarla nella vita di ogni giorno.

Un tema che accompagna da sempre il mio percorso, prima come atleta e allenatore, poi come mental coach, formatore e autore del libro L’energia che sei.

L’incontro si è svolto presso la Fondazione Riccardo Catella ed è stato anche l’occasione per ricordare quanto il nostro benessere dipenda dalle scelte che compiamo quotidianamente.

Non sono soltanto le competenze a fare la differenza

Nello sport, come nella vita, le competenze sono importanti, ma non bastano. Ho imparato sul campo che anche gli atleti più preparati possono esprimere prestazioni molto diverse a seconda del proprio stato d’animo.

A fare la differenza sono l’energia, la motivazione, il coraggio e la passione che mettiamo in ciò che facciamo.

Ognuno di noi può imparare a conoscere e sviluppare la propria energia, assumendosi la responsabilità del proprio benessere e della qualità delle relazioni che costruisce.

Meno pensieri, più consapevolezza

Viviamo in un tempo in cui pensiamo moltissimo, spesso fino a sentirci mentalmente esausti.

Eppure corpo, mente e spirito sono profondamente connessi. Il movimento, lo sport e il contatto con il corpo ci aiutano a interrompere il continuo rimuginare e a recuperare lucidità.

È altrettanto importante imparare a dirigere consapevolmente la nostra attenzione: dove mettiamo l’attenzione, va la nostra energia.

In un mondo pieno di informazioni e sollecitazioni, scegliere a cosa dedicare tempo e pensieri diventa un esercizio fondamentale di libertà e responsabilità personale.

Conoscere se stessi e diventare ciò che si è

Per fare scelte davvero nostre, dobbiamo prima imparare a conoscerci.

Che cosa ci appassiona? Quali sono i nostri talenti? Che cosa ci fa stare bene?

Sono domande che ho affrontato personalmente anche nei momenti più difficili della mia vita, quando ho dovuto imparare a lasciare andare il passato e ad accogliere il cambiamento.

Il principio che mi accompagna è quello racchiuso nell’espressione di Nietzsche: diventa ciò che sei.

Non significa inseguire una perfezione impossibile, ma impegnarsi ogni giorno ad esprimere la versione migliore di noi stessi.

Concentrarsi sulla performance, non soltanto sul risultato

La pallavolo mi ha insegnato una distinzione fondamentale: quella tra performance e risultato.

Il risultato arriva alla fine della partita, la performance, invece, è ciò che facciamo durante ogni singolo scambio.

Anche nella vita abbiamo bisogno di obiettivi, ma una volta individuata la meta dobbiamo concentrarci sul percorso, sulle azioni che possiamo compiere oggi.
La palla più importante è sempre quella che stiamo giocando adesso. È qui che entra in gioco la presenza: la capacità di essere pienamente concentrati su ciò che stiamo vivendo e facendo, senza lasciare che il passato o il futuro ci distraggano.

Il passato ci offre esperienza, il futuro ci indica una direzione, ma è soltanto nel presente che possiamo agire.

Quando i pensieri ci portano altrove, il corpo può aiutarci a ritrovare il qui e ora: attraverso il movimento, il respiro e la consapevolezza.

Il benessere è una responsabilità quotidiana

Prendersi cura di sé richiede autodisciplina, intesa non come imposizione o punizione, ma come capacità di mantenere gli impegni che prendiamo con noi stessi.

Dormire bene, muoversi, alimentarsi in modo equilibrato, idratarsi, recuperare energie e coltivare il contatto con la natura sono abitudini che contribuiscono al nostro equilibrio.

L’obiettivo non è soltanto vivere più a lungo, ma vivere bene, il più a lungo possibile.

Le quattro A delle relazioni efficaci

La nostra energia si riflette inevitabilmente anche nelle relazioni.

Durante l’incontro ho condiviso quattro elementi che considero fondamentali per costruire rapporti sani ed efficaci:

Ascolto: imparare ad ascoltare davvero le persone.
Accoglienza: riconoscere e accettare le differenze senza giudicare.
Alleanza: condividere obiettivi e costruire insieme.
Autenticità: essere sinceri con gli altri e con se stessi.
A queste quattro A si accompagna la capacità di riconoscere e valorizzare i talenti.

Siamo spesso più consapevoli dei nostri difetti che delle nostre qualità. Eppure dedicare maggiori energie allo sviluppo dei punti di forza, anziché concentrarsi continuamente sulle debolezze, può trasformare il nostro modo di vivere e di relazionarci.

Coraggio e gratitudine

Ho voluto concludere il mio intervento con due parole particolarmente importanti per me: coraggio e gratitudine.

Il coraggio ci permette di agire anche quando incontriamo difficoltà e paure. È ciò che ci aiuta a scegliere, a cambiare e a incoraggiare le persone che abbiamo accanto.

La gratitudine, invece, ci invita a riconoscere il valore di ciò che è già presente nella nostra vita.

Nel mio libro L’energia che sei propongo un pensiero semplice: ama quello che c’è com’è.

Imparare ad apprezzare ciò che abbiamo, senza restare continuamente concentrati su ciò che manca, è una possibilità concreta per vivere con maggiore consapevolezza e serenità.

Sono grato di aver potuto condividere queste riflessioni con il pubblico di I Feel Good e di aver trovato uno spazio di ascolto e confronto dedicato al benessere.

Ringrazio Starbene e Donna Moderna per l’invito e Roberta Sarugia per aver raccontato il mio intervento in un articolo che ripercorre con attenzione i temi affrontati durante l’incontro.

L’articolo completo, intitolato Franco Bertoli sul palco di I Feel Good: «La tua energia può cambiarti la vita», è disponibile su Starbene:

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