HANNO TUTTI UN UNICO PURPOSE: TRASMETTERE SERVIRE ISPIRARE MIGLIORARE SUPPORTARE

RENDERE CONSAPEVOLI

Formazione Aziendale Team building & Leadership
Docente per Allenatori Sportivi
Formazione Dirigenti Sportivi
Testimonial  d’Ispirazione per le Squadre Nazionali Giovanili Volley
Allenatore atlete giovanili Beachvolley
Ambasciatore fipav
Speaker ispirazionale e motivazionale
Conduttore di podcast fipav
Mental Coaching
Performance Coach
Autore scrittore di due libri


Chi sono, davvero?

Spesso mi chiedete: “ma tu cosa fai esattamente?”

Ed è una domanda giusta. Perché se guardate la mia settimana da fuori, sembra un mosaico un po’ confuso: un giorno sono in azienda a parlare di team building e leadership, il giorno dopo in una palestra a formare allenatori sportivi, poi davanti a dirigenti sportivi, poi in mezzo alle giovanili del volley come testimonial, poi ad allenare ragazze di beachvolley, poi su un palco come speaker motivazionale, poi chiuso in casa a scrivere un libro.

Ruoli diversi. Contesti diversi. Ascoltatori diversi. E questo senza contare che anche dentro alla pallavolo non sono mai stato solo il giocatore: sono stato allenatore, general manager, e ho ricoperto ruoli politici all’interno del movimento sportivo italiano.

Oggi conduco anche un podcast per la Federazione Italiana Pallavolo. Ho lavorato come mental coach con Perugia, una grande squadra di Serie A, e oggi lo svolgo anche per singoli individui che me lo chiedono.

Ma dietro a tutti questi ruoli c’è un unico purpose, scopo, proposito, fine, significato, chiamatelo come volete.

È la stessa cosa, ed è sempre stata la stessa, fin da quando giocavo: rendere consapevoli ed affiancare.

Trasmetto quello che ho imparato in tanti anni di campo, panchina e scrivania.

Servo e supporto chi ho davanti, un’azienda, un gruppo di ragazzi, di allenatori o dirigenti, mettendo la mia esperienza al loro servizio.

Ispiro, perché a volte basta mostrare che è possibile per sbloccare il potenziale di qualcuno vicino a te.

Miglioro le persone e le squadre con cui lavoro, un centimetro alla volta.

Supporto, nei momenti in cui serve più una spalla che una lezione.

Tutto questo converge in un unico scopo: la consapevolezza di sé e di chi ci circonda.

Della propria squadra, del proprio ruolo, dei propri limiti e soprattutto dei propri talenti, qualità e virtù.

Il proposito non cambia mai: cambia solo il contesto in cui lo metto in pratica.

Ma concretamente, cosa porta a casa chi lavora con me?

Quattro cose, sempre le stesse:

  1. Consapevolezza. Prima capisci chi sei e dove sei, poi puoi migliorare. Senza questo passaggio, tutto il resto è aria.
  2. Crescita personale. Non lavoro per darvi una tecnica in prestito, lavoro perché quella tecnica diventi vostra, per sempre.
  3. Un team migliore. Che siate un’azienda, una squadra giovanile o un gruppo di dirigenti, l’obiettivo è che usciate più squadra di come siete entrati.
  4. Un leader migliore, a partire da se stessi. Perché prima di guidare gli altri, bisogna saper guidare se stessi. È lì che nasce ogni vera leadership.

Perché questa è la lezione più grande che lo sport mi ha insegnato: non sei mai un solo ruolo. 

In campo ero il capitano, ma anche chi raccoglieva palloni, chi incoraggiava dalla panchina, chi sceglieva di stare zitto e ascoltare. Nessuno di quei ruoli mi definiva del tutto. Insieme, sì.

Ecco perché oggi indosso maglie diverse: formatore, docente, allenatore, manager, mental coach, speaker, autore, conduttore. Non sono maschere diverse. Sono lo stesso significato, lo stesso scopo, lo stesso proposito, lo stesso fine applicato a campi diversi.

In tanti anni il mio percorso è cambiato tante volte: dal campo alla panchina, dalla panchina alla scrivania, dalla scrivania al microfono. Sono cambiati i ruoli, i contesti, le persone che avevo davanti.

Quello che non è mai cambiato sono i valori: fare squadra, con disciplina e con rispetto.

Sono gli stessi da quando ho iniziato, ed è per questo che, nonostante tutto, mi riconosco ancora in ogni singola cosa che faccio.

E c’è un’altra squadra che gestisco ogni giorno, la più importante di tutte: quella di casa. Quattro figli, due femmine e due maschi. Fare il padre mi ha insegnato e continua a insegnarmi ad ascoltare, ad avere pazienza, a capire lo stato d’animo di chi ho davanti prima di parlare. 

È anche da lì, che parte davvero la mia capacità di rapportarmi con gli altri, in ogni ruolo che ricopro.

Se mi seguite da tempo e vi siete chiesti “chi è davvero Franco Bertoli” ecco la verità, senza maschere.

Non sono l’allenatore, lo speaker, l’autore, sono uno che, a un certo punto della vita, ha smesso di rincorrere il pallone e ha iniziato a chiedersi cosa lo facesse volare così in alto.

La risposta era sempre la stessa: qualcuno, da qualche parte del campo, che sceglieva di far arrivare la palla al compagno giusto nel momento giusto mantenendo la fiducia su se stesso con umiltà.

Quello sono io. Uno che ha imparato a perdere ed a vincere innalzando il potenziale degli altri vicino a me.

Ogni maglia che indosso da capitano, allenatore, padre, formatore è solo un modo diverso di fare la stessa identica cosa per star bene ed essere dei vincenti insieme.

Se siete ancora qui con me sul mio profilo, forse un po’ anche voi cercate lo stesso: capire dove far passare la palla, per volare in alto voi, assieme ai vostri compagni di viaggio. 

Ne continueremo a parlare insieme.

Con gratitudine per la vostra attenzione.