Come superare la sconfitta senza cercare alibi? come evitare di gettare le responsabilità sugli altri compagni di squadra?

Quando giochiamo in una squadra, durante le partite, nei time-out, alla fine di ogni partita, o alla fine di ogni campionato, valutiamo i risultati che abbiamo ottenuto, guardiamo la classifica per fare il bilancio.
In realtà l’unica cosa che veramente ha importanza in questo processo è il viaggio, poiché possiamo fare dei cambiamenti e migliorare solo mentre siamo sulla via. E possiamo farlo ad ogni passo, in ogni momento, semplicemente mantenendoci concentrati, azione dopo azione, su tutto quello che facciamo e sul modo in cui lo facciamo.
Una delle cause principali dall’assenza di miglioramento in una squadra è la costante ricerca di alibi e scuse da parte di ogni persona o parte che non è efficace.
Cercare scuse – e ne troviamo sempre molte – non ci rende più consapevoli dei nostri limiti, per poter attivamente lavorare su di essi e migliorare rispetto all’esperienza o alla partita precedente.

Per la maggior parte del tempo sembriamo grandi esperti di come i nostri compagni, o difensori, o attaccanti o dirigenti, dovrebbero agire per raggiungere gli obiettivi comuni.
In conclusione, l’atteggiamento di cercare qualcuno che può essere responsabile della sconfitta, invece di accettare le nostre responsabilità e chiederci che cosa possiamo fare per supportare i nostri compagni nei momenti difficili, fa la differenza nel creare una squadra perdente rispetto ad una squadra vincente.

Essere onestamente responsabili di quello che abbiamo fatto e di quello che possiamo fare per migliorare noi stessi, invece di trascorrere il tempo a dubitare degli altri e a scoprire le responsabilità dei colleghi, è importante.
Questi aspetti possono far migliorare molto i risultati, la collaborazione e la coesione tra i membri di un team, a discapito della crescita dei conflitti interni dovuti a critiche e controversie, abilmente create per proteggerci.

Lo sport professionale rende evidenti questi atteggiamenti poiché vive sotto i riflettori dei media, del pubblico, degli azionisti, che alimentano la forte tentazione di scaricare la responsabilità a qualcun altro – ad esempio agli arbitri sono spesso usati in questo senso – invece di farsi carico delle proprie responsabilità o errori.
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