Inner game practitioner

Practitioner di Inner Game cosa significa? Questo è il diploma che ho conseguito stando 12 e più giorni insieme a Timothy Gallwey, il fondatore del Coaching, ma soprattutto quello che ha brevettato l’Inner Game nel mondo. Inner Game è un brevetto per migliorare sé stessi, Inner Game significa gioco interiore nel senso che ognuno di noi, qualsiasi mestiere faccia, qualsiasi attività si approcci ad eseguire ha sempre una partita dentro di sé che fa si che questo dia o meno il meglio di sé. La formula semplicissima dell’Inner Game è che la prestazione di quello che noi facciamo è uguale al potenziale (per esempio valiamo 100) meno le interferenze. Le interferenze sono i dubbi, le paure, i condizionamenti sociali, tutte queste parti, queste zavorre che in realtà lavorando e allenandoci fanno si che il nostro potenziale emerga, tutto il nostro valore 100 possa essere portato nella prestazione.
Sembra la scoperta dell’acqua calda ma è veramente qualcosa di fantastico, è un lavoro interiore che ognuno di noi può fare supportato da un coach ed è questo che io faccio, il Practitioner di Inner Game che ti supporta nel percorso della conoscenza interiore di te, della conoscenza delle tue interferenze, come renderle minime- perché farle scomparire è quasi impossibile-ma nel momento in cui noi siamo consapevoli delle nostre interferenze, cominciamo a riconoscerle, diventiamo responsabili, quindi non cerchiamo degli alibi per cui qualcosa che in realtà ci fa paura lo scarichiamo a qualcun altro, ma ne siamo completamente responsabili, iniziamo automaticamente a diminuire quelle interferenze ed aumentare il potenziale che siamo; è veramente qualcosa di molto affascinante. Sull’Inner Game ci sono molti libri riguardo allo sport, al tennis, al golf, allo sci, ma anche riguardo al marketing, alla crescita di ognuno di noi perché fare attenzione a quello che succede dentro di noi è fondamentale per avere successo in quello che facciamo fuori. Prima c’è l’Inner Game, poi c’è l’Outer Game, prima devo migliorare dentro me stesso, migliorando tutti i miei limiti, che non sono limiti di studio, di competenze, ma sono proprio limiti interiori che possono migliorare abbastanza in fretta; dopo di che lavoro sull’esterno, per cui dopo esce la parte migliore di me e otterrà ottimi risultati anche con i miei compagni di squadra, con la mia famiglia, dappertutto, però tutto parte da me, ma non come forma di egoismo, ma come forma di conoscenza di me stesso e conoscenza dei limiti, di quello che mi limita tanto nella mia vita, ovvero le interferenze che mi tolgono potenziale.
Questa è un po’ la sintesi dell’Inner Game nella quale io lavoro, insegno all’interno del Coaching perché parte del Coaching, ovvero la valorizzazione della persona o della squadra intorno a me per ottenere il massimo risultato e trovo l’Inner Game veramente interessante, affascinante, innovativo e che porta a galla tutto quello che noi valiamo e che a volte neanche noi siamo consapevoli di quanto bravi possiamo essere in più solo con quello che già sappiamo.
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