La difesa diventa attacco? L’attacco diventa difesa?

Nel fondamentale lavoro di crescita interna di una squadra è essenziale per ogni componente operare in sincronicità e cooperazione con il compagno di squadra più vicino. Nello sport, quando un giocatore, che si era proposto di colpire la palla per fare punto, perde la palla, egli diventa immediatamente il primo difensore del team, invece di rimanere nel ruolo dell’attaccante che ha completato in modo inefficace il proprio compito, nella propria area di competenza.
Nel calcio, questa tattica è chiamata “squadra corta” – non so se esista un termine specifico in inglese. Questa tattica viene utilizzata per bloccare i centrocampisti dell’altra squadra. Significa che tra la linea degli attaccanti e la linea dei difensori rimane solo una piccola distanza e, per questa ragione, diventa molto difficile giocare la palla senza essere fuori gioco.
Il suo contrario viene chiamato “squadra lunga”, che si verifica quando gli attaccanti non ritornano al centro campo per aiutare i centrocampisti a contrastare l’altra squadra e difendere.
Ogni componente della squadra deve essere aperto e pronto a lasciarsi dietro il proprio compito specifico in caso di necessità, ed essere aperto a svolgere il compito del compagno di squadra,per contribuire in modo efficace al raggiungimento dell’obiettivo del team.
La “squadra corta” e il giocare in modo completo e totale sono divenuti concetti chiave per esprimere quanto sia importante essere vicini ai compagni di squadra e consapevoli dei loro bisogni.

Quando dico “consapevoli”voglio dire che non è sufficiente essere un grande giocatore, se non si ascolta il rapido cambiamento che si verifica costantemente intorno a sé e, soprattutto, se non si partecipa alla ricerca di soluzioni e alla creazione di innovazioni immediate.
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